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I Nomadi in India (1995)

I Nomadi a Delhi, per il Tibet. Il viaggio in India è nato per consegnare ai bambini tibetani che vivono nel monastero di Sera Je (India Meridionale), i primi ricavati dalla vendita del CD "Tributo ad Augusto". Durante il loro soggiorno a Delhi, hanno partecipato all'annuale manifestazione dei profughi tibetani in ricorrenza del 36° anniversario della strage di Lhasa (10 marzo 1956: 80 mila morti solo in quell'occasione; 1 milione e 250 mila morti da allora alla suddetta manifestazione). Già nel '93 era stato dedicato un concerto, a Milano, in sostegno della lotta non violenta del popolo tibetano. In India sono stati invitati dal Dalai Lama nel 1995 (si erano già incontrati nel 1994 durante una tappa a Bologna del Dalai Lama) e l'incontro è avvenuto a Dharamshala. Di seguito alcune battute del discorso che il Dalai Lama ha fatto ai Nomadi per l'impegno dimostrato verso la causa tibetana.
"...vorrei in primo luogo esprimere quanto mi ha toccato il vostro sentimento ed il vostro spirito di solidarietà per la nostra lotta. In questo momento quello di cui abbiamo più bisogno da voi è il vostro sostegno. Perché negli ultimi 15 anni abbiamo cercato la negoziazione per risolvere il nostro problema. Purtroppo da parte della Cina non c'è mai stata nessuna concreta risposta. Semplicemente ignorano e formalmente dall'anno scorso (1994) mi considerano un loro nemico con cui non vale la pena negoziare. Da parte mia non c'è stato alcun cambiamento: sono sempre ed ancora aperto al negoziato. Ed infatti il Tibet permette ai Cinesi di applicare ancora di più la loro politica di repressione. Normalmente fin dall'inizio ho creduto, ho sempre creduto e ancora credo che l'unica maniera per risolvere questo problema sia negoziare voglio credere che attraverso il negoziato certamente se le due parti sono aperte e flessibili, troveremo con reciproco accordo, la soluzione al problema. Per cui mi viene spontaneo l'approccio dal momento che ho sempre in mente quelli che possono essere gli interessi dei cinesi. Io chiedo sempre ai Cinesi: "per favore tenete in mente i nostri interessi". Ma fino ad ora non mi hanno risposto. Sulla base degli ultimi 15 anni di esperienza mi rendo conto che da solo non riesco ad arrivare al negoziato. L'anno scorso (1994), il 10 marzo, ho lanciato un appello speciale alla Comunità Internazionale chiedendo aiuto affinché i Cinesi fossero portati al tavolo del negoziato. Molti governi si sono espressi pubblicamente a favore impegnandosi, ma noi abbiamo bisogno di ancora più impegno. A volte i Governi sembra abbiano delle difficoltà nell'agire... Nelle democrazie e nel mondo libero l'opinione pubblica è molto presa, per questo credo che il canale, il mezzo per raggiungere l'opinione pubblica sia attraverso la musica, attraverso l'arte. Per questo il vostro aiuto è davvero molto importante. In questo momento abbiamo davvero bisogno del vostro aiuto..."